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Titolo: Her-mio-ne
Autrice: [livejournal.com profile] leireel
Riassunto: “Her-mio-ne” ripeteva; Harry riuscì a capirlo solo dopo qualche minuto. “Her-mio-ne”, una litania continua, “Her-miooo-ne”, inframezzata da lunghi risucchi umidi, “Her-mione”, a volte più veloce, a volte più lenta, “Her-mio-ne”, bagnata dalle lacrime. “Her-mio-ne”.
Wordcount: 367
Fandom: Harry Potter
Personaggi: Harry Potter, Hermione Granger
Generi: Introspettivo
Rating: PG
Avvertimenti: //
Note: Deliri notturni, suppongo. Non sono lontana da casa, ma stranamente è come se lo fossi. Nostalgia di cose passate e paura di essere dimenticati.
Disclaimer: Tutto della Rowling, ma già lo sapete.

Hermione


Nei primi giorni non se n’era neanche accorto. Le sue notti erano popolate da pensieri avidi e informi che nella sua testa facevano un gran baccano (un masticare continuo di sensi di colpa e rimorsi, ciomp ciomp ciomp, borbotti sputacchianti della sua coscienza, e sopra ogni cosa la schiacciante consapevolezza di non sapere che fare che strideva rumorosamente tra le pareti del suo cranio, criiiik, come un tarlo, no, come unghie su una lavagna, criiik) e non lo lasciavano dormire, e nel frastuono non avrebbe colto le sue parole neanche se le avesse gridate. E Hermione non gridava, sussurrava soltanto.
Non sapeva di preciso quando il baccano nella sua testa aveva ritagliato un angolino di pace sufficiente a far penetrare i mormorii sommessi di Hermione, le sue parole smozzicate, pronunciate a metà e soltanto a se stessa. Era notte fonda, però, questo lo ricordava. Ron russava piano, Harry non riusciva a dormire, e Hermione mordicchiava parole tra i singhiozzi, come fossero caramelle.
“Her-mio-ne” ripeteva; Harry riuscì a capirlo solo dopo qualche minuto. “Her-mio-ne”, una litania continua, “Her-miooo-ne”, inframezzata da lunghi risucchi umidi, “Her-mione”, a volte più veloce, a volte più lenta, “Her-mio-ne”, bagnata dalle lacrime. “Her-mio-ne”.
Harry si affacciò, lentamente, per non farsi scoprire. Hermione, comunque, non lo guardava neanche; teneva tra le mani una foto sdrucita e la accarezzava tra i singhiozzi, sulle labbra qualcosa a metà tra un sorriso e una smorfia.
“Sono io,” la sentì mormorare, “mamma, sono io. Hermione, Hermione.” Un altro risucchio, un singhiozzo più forte degli altri. “Non vi ho dimenticati. Non vi ho...” il respiro più corto, spezzato “...dimenticati. Sono qui. Sono io.”
Harry si ritrasse, sempre lentamente, per non farsi sentire. Realizzò di avere i pugni serrati e li aprì. Hermione, dal letto accanto, continuava a singhiozzare.
“Sono qui, sono io”.
Sono qui anch’io. Sono qui per te, avrebbe voluto dirle. Chiuse gli occhi, immaginando di stringerle la mano, di sussurrarle parole di conforto. Sono qui per te.
I singhiozzi di Hermione, dal letto accanto, si fecero meno forti.
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