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[personal profile] leireel
Titolo: Victoria
Autrice: [livejournal.com profile] leireel
Riassunto: Era stata una vita nell’ombra, la sua. Lei stessa era un’ombra spaurita, nascosta tra gli angoli sporchi della banalità.
Wordcount: 211(W)
Fandom: Twilight
Personaggi: Victoria
Generi: Introspettivo
Rating: PG13
Avvertimenti: //
Note: Ritorno al fandom di Twilight - ovviamente con personaggi secondari *smile a sessantaquattro denti* L'ispirazione mi è venuta mentre leggevo del potere di Victoria, l'autoconservazione; mi sono chiesta quale abilità umana potesse portare a questo, e mi sono detta che probabilmente era la paura di vivere - da lì è partito tutto. I tre paragrafi si riferiscono alla vita da umana, alla trasformazione e alla vita da vampira con James - mi sono detta che Victoria amasse James anche per il suo essere all'opposto, per il suo modo di vivere la vita rischiando ogni giorno, quando lei non ne era capace, e non voleva farlo. Lei, alla fine, non è una vincitrice: è solo una che partecipa al gioco quando è sicura di poterlo vincere.
Un ringraziamento enoooooooooooooorme a Kukiness, che mi soccorre sempre con amorevole pazienza. Cara, non so che farei senza di te <3
Disclaimer: Victoria, così come tutti i vampiri sbrilluccicosi e compagnia bella appartengono tutti alla Meyer (umpf, come se non lo sapeste).

Victoria


Era stata una vita nell’ombra, la sua. Lei stessa era un’ombra spaurita, nascosta tra gli angoli sporchi della banalità.
Non aveva rischiato, e non aveva perso.
Il suo corpo si era trascinato tra le pieghe della monotonia [era così inebriante, essere al sicuro] ed era sprofondato sempre più giù, in una pozza melmosa di vita imputridita. Le piaceva annegarci [era così rassicurante, non vivere].
Non aveva rischiato, e non aveva vinto.

La carne che si lacerava sotto i denti feroci le aveva ricordato cosa significasse provare qualcosa [e non le piaceva, non le piaceva]. Quegli occhi di brace l’avevano strappata a forza dal fango [aveva sentito la pelle tendersi e spezzarsi, il suo corpo in sfacelo].
Aveva tentato una volta [l’aveva stregata e maledetta, coi suoi occhi da demone] ma era così vuota di vita che il dolore non era che un vago bruciore.
Aveva rischiato, e non aveva vinto.

Anche la sua non-vita era stata nell’ombra. Aveva vissuto i brividi della caccia [assassinio brutale e selvaggio] li aveva assaporati [il piacere che scorreva rosso nella sua gola] e li aveva amati e venerati da lontano con la devozione di un’adepta [l’ardore di una vita bestiale non le apparteneva].
Aveva rischiato, e non aveva perso. Ma neanche la vittoria le apparteneva.
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