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[personal profile] leireel
Titolo: Dawn
Fandom: Harry Potter
Personaggi: Luna Lovegood
Rating: Verde
Warning: //
Conteggio Parole: 470 (W)
Disclaimer: I personaggi e i luoghi qui citati non appartengono a me, ma sono proprietà di J.K. Rowling.

Dawn

I pochi ricordi che ho di lei – straordinariamente vividi, nonostante il tempo sia passato inclemente sulla mia mente già stanca – sono sempre pervasi da un leggero sentore di spezie e cannella, tanti diversi profumi che si mescolavano indissolubilmente a lei, impedendomi di distinguere tutti gli aromi. C’era una punta di peperoncino, ma anche un po’ di vaniglia, e un tocco di noce moscata, e poi qualcosa di dolce e pungente in sottofondo, come una colonna sonora di cui non riuscivo a distinguere le note. Accompagnava con dolcezza il tutto, come una carezza leggera, a malapena avvertibile. D’inverno si aggiungeva la nota dolce dell’alloro, e gli stessi aromi parevano più lenti e morbidi, in attesa di qualcosa che non riuscivo a definire, che mi pizzicava gli occhi e mi stringeva il cuore. D’estate, invece, erano i fiori d’arancio il profumo più forte, come un invito a lungo aspettato, con stelle, candele e brezze marine. E i suoi occhi brillavano quando si posavano su di me, e io restavo immobile, a bocca aperta, a contemplarla per qualche istante. Era così bella, coi capelli scarmigliati e le guance arrossate per il calore della fiamma, mentre mescolava dolcezza e sapienza in quel calderone sempre acceso. Mi guardava e il suo viso si apriva in un quel sorriso che riservava solo a me, mentre spalancava le braccia per accogliermi nel suo abbraccio.

«Luna, tesoro mio! Vuoi assaggiare un po’ di quello che ha preparato la mamma?» mi chiedeva ogni volta ridendo, e io annuivo entusiasta, felice di poter condividere quei momenti con lei. La cucina sapeva di mele e di pino, sempre disordinata e caotica, un po’ come lei, del resto. Adesso, ripensandoci, mi chiedo spesso come riuscisse a trovare gli ingredienti giusti ogni volta, in mezzo a tutta quella confusione, e come facesse a rendere tutto così perfetto, ogni dose ben miscelata.

«Ogni cosa che facciamo con le nostre mani è un dono alla Dea, se è fatto con amore» mi ripeteva mentre mescolava e assaggiava e aggiungeva un pizzico di origano o cannella o qualsiasi altra cosa le venisse in mente, sempre sorridendomi come se mi stesse confidando un segreto. Lei di amore ne metteva così tanto, in ogni cosa che faceva... Sembrava danzare, mentre volteggiava per la cucina alla ricerca di qualche ingrediente mancante, o del mestolo dimenticato chissà dove. E io non potevo fare a meno di pensare che la magia che sentivo nell’aria fosse tutta emanata dal suo amore per la vita, e che il sorriso della Dea si fosse posato così tante volte su di lei da farla risplendere di luce propria, baciata dalla Dea, come la luna bacia dolcemente le stelle. Nei miei ricordi, quel calderone è sempre acceso; ma era il suo sorriso a illuminare e riscaldare la stanza, come ancora adesso riscalda il mio cuore.
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